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Nasce artena.wordpress.com

Tutti si lamentano dalle mie parti che nei confronti del paese dove abito c’è poca organizzazione, c’è poca iniziativa, c’è poca fantasia e molto menefreghismo, soprattutto da parte dei giovani. E’ vero, sono il primo a pensarlo, e proprio per questo mi faccio promotore di un nuovo spazio dedicato alla mia cittadina, un blog (per ora), un contenitore variegato e multiutente di notizie, temi d’attualità, politica ed eventi culturali legati al mio paese di origine che è e sempre sarà parte integrante delle mie radici.

Sono dell’idea che il rinnovamento deve partire dal basso, dai giovani, da quelli che rappresentano il futuro, da quelli che non hanno una cultura del rispetto dei luoghi in cui vivono e della vita in generale.

No, non ce l’abbiamo questa cultura, o non tutti ce l’hanno, siamo brutti, sporchi, cattivi. Ma forse perchè è mancato quel qualcuno che ce l’abbia fatta scoprire. E allora parto da qui, da questo piccolo spazio, per sensibilizzare i miei concittadini su quello che è a mio avviso uno dei posti più belli della provincia.

artena.wordpress.com

Centrali Nucleari, Energia Solare e Olivetti

In questo post del blog di Daniele Luttazzi, è presente la sintesi di un’intervista (versione integrale sul sito di Repubblica) ad un certo signor Carlo Rubbia (Premio Nobel per la fisica) che senza mezze parole smonta il sogno italiano del nucleare. D’altra parte altri, come il signor Giuseppe Menardi (ingegnere civile e vicepresidente della Commissione lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato) ha addirittura pubblicato un libro (La Globalizzazione dell’atomo, qui il link alla news su adnkronos) che snocciola le “ragioni del si al nucleare”.
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Lentamente Dittatura 2

berlusconi marchese del grillo io sono io e voi non siete un cazzo

Cosa brutta la censura, soprattutta quando è cieca, sorda e violenta. Al di là del contenuto oggettivo del post su La Privata Repubblica incrimato che può essere condiviso o meno, la cosa grave è che i fili della censura sono stati mossi ad arte e hanno colpito nel segno, direttamente o indirettamente. Sparito il post dallo spazio dell’untore (vedere per credere), sparito da dove era stato copiato per solidarietà, sparito (e questa è la cosa più grave) dalla cache di Google.
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Lentamente dittatura

La pagina sulla dittatura di wikipedia inizia così:

La dittatura è una forma autoritaria di governo in cui il potere è accentrato in un solo organo, se non addirittura nelle mani del solo dittatore, non limitato da leggi, costituzioni, o altri fattori politici e sociali interni allo stato.

Oltre ai fatti in parlamento che invano tentano di essere sminuiti e nascosti, ce ne sono altri che ai più non arrivano. Stamattina questo post sul blog di galatea mi ha dato un’altra dimostrazione che in Italia non c’è più liberta di parola.
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Tra incudine e martello

Mi sento così:

Che stress.

Le scelte si pagano.

Panico da acquisto: Fotocamera Digitale

Guida personale alla scelta di una fotocamera digitale

A volte mi odio. Specialmente quando vado nel panico per acquisti. Ogni volta che devo comprare qualcosa sono incredibilmente puntiglioso. Devo valutare i pro e i contro, i come e i perchè. Non vado e compro. No. Sarebbe troppo bello, spensierato! E se si tratta di qualcosa di tecnologico, oddio mamma, altro che panico. Valuto tutte le caratteristiche tecniche, mi infarino sulle tecnologie coinvolte, confronto modelli, prezzi, prestazioni.

Per esempio, ora ho deciso di cambiare fotocamera e mi sono voluto documentare sulle caratteristiche più importanti che devono influenzare la mia scelta.
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Sapienza’s Life – Verbalizzazione 1

Sono le 11.40 e faranno 35 gradi (all’ombra). Quando esco dalla fermata della metro, un’ondata di aria pesante (afa, sudore, benzene, ristorante cinese…) e viziata mi stringe la gola. Sono tentato di ridiscendere nelle cavità umidicce e fresche violentate dalla ferraglia ogni cinque minuti. Arrivo sudato e trafelato al Dipartimento, è tardi, ma non me ne preoccupo, è una verbalizzazione chissà la gente che ci sarà, penso. Davanti la stanza del prof., infatti, c’è solo una ragazza, che saluto a mezza voce. Avrà 19 anni, la guardo per un istante, sbircio nell’ufficio come per chiederle se deve entrare. La sua risposta è quasi acida: “Può accomodarsi…”. Mi da del lei? Boh…

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